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Let’s burlesque!
Beware!!
“Psyche” di Carsten Witte
La donna-farfalla è una creatura tipica dell’immaginario estetico ed anche erotico di tutti i tempi.
La raccolta “Psyche” del fotografo tedesco Carsten Witte rende questo sogno visibile e tangibile. Si tratta di una serie di scatti che ritraggono bellezze femminili nude con sgargianti ali di farfalla dietro le spalle. Attualmente la collezione comprende oltre 90 fotografie disponibili in vari formati a partire da 30×30 cm.
La prima impressione che si riceve da questi scatti è di contemplare un essere che non esiste in natura, ma che potrebbe esistere. Il corpo della donna si sostituisce a quello della farfalla con splendida naturalezza, e questo perché entrambi gli elementi esprimono una bellezza e una sensualità prorompenti.
L’accostamento della bellezza naturale con quella femminile è un motivo cardine del lavoro di Witte. Per sua stessa affermazione, la ricerca della bellezza è il centro di tutta la sua attività, e i suoi scatti sembrano sempre riuscire a coglierla e fissarla nel suo culmine, un attimo prima che svanisca.
La farfalla è un soggetto molto apprezzato dall’arte contemporanea. Sono molto note le installazioni dell’artista britannico Damien Hirst che utilizzano farfalle vere, morte oppure vive (e morte proprio nell’installazione). Ricordiamo soltanto alcuni titoli: “In and Out of Love”, “Papilio Palinurus”, Confession”.
In questo caso i colori delle ali delle farfalle creano degli splendidi caleidoscopi dalla policromia esplosiva, mentre le farfalle di Witte esprimono una sensualità silenziosa, ma altrettanto dirompente: sono le due facce della bellezza, fatta di luce e ombra, fuoco e mistero.
Vanni Cuoghi
Vanni Cuoghi nasce a Genova e si avvicina molto presto all’arte figurativa. Il suo interesse per la pittura passa attraverso fonti estremamente variegate, dal fumetto all’arte quattrocentesca, e ad oggi si dedica a pittura, ceramica, scultura, installazioni. Nelle opere su carta ha rinverdito l’antica arte della psaligrafia, che consiste nel praticare dei tagli sulla carta per realizzare immagini tridimensionali.
Ha esposto in numerosi contesti, sia da solo che insieme ad altri artisti del cosiddetto Italian Newbrow, gruppo così denominato dal critico Ivan Quaroni, che ha rintracciato in autori pur molto diversi tra loro una sensibilità comune, un particolare modo di esprimere lo spirito dei tempi, per così dire.
Una raffinatissima ironia è quello che si coglie immediatamente guardando le opere di Vanni Cuoghi, o meglio guardando all’abbinamento delle opere con i rispettivi titoli. Un esempio a caso (se ne potrebbero trovare molti altri): la stampa intitolata “Rottura di fidanzamento a Capodimonte”. Una statuina di porcellana, dall’aspetto di damina in abito settecentesco, “rompe” letteralmente con un martello il fidanzato-statuina, con tanto di cocci sparsi a terra. Il titolo allude alla storica scuola napoletana di porcellana di Capodimonte, appunto.
Nella sua opera sono presenti molteplici influssi, in particolare il mondo delle fiabe con tutto il suo immaginario, i miti di ieri e quelli di oggi, i fumetti, i simboli della cultura di massa. Tutto mescolato insieme. Molto importante è poi, nella sua opera, anche il ruolo della parola: il titolo è elemento essenziale per innescare il gioco del capovolgimento, per avviare la produzione di senso nell’interferenza con le immagini.
Evidente è l’interesse per il passato, soprattutto per il periodo rinascimentale, che compare non soltanto nelle forme ma anche nello spirito: l’occulto, la stregoneria, la magia sono spesso presenti nelle sue opere. Però lo sono in modo assolutamente dissacratorio, come un passato che ci appartiene ancora in tutto e per tutto, che vive nel nostro subconscio ma che non possiamo più vivere in modo pieno, bensì solo in forma rovesciata.
Alcune delle opere di Vanni Cuoghi sono visibili qui.
Simone Romeo I master of photography
We are really proud to announce that our Author, Simone Romeo, won everything:
. Px3 I Prix de la Photographie Paris
. Photography Master Cup 2013
Invest in his art: Delicious Pin Up Limited Edition
Italian Newbrow
Letteralmente, “Nuovo Ciglio Italiano”. Questo è il nome che il critico Ivan Quaroni ha dato ad un gruppo di artisti italiani delle ultime generazioni, che comprende 16 artisti diversi tra loro ma accomunati dall’esprimere uno “spirito dei tempi” ognuno alla sua maniera: Silvia Argiolas, Alice Colombo, Vanni Cuoghi, Paolo De Biasi, Marco Demis, Diego Dutto, Pierpaolo Febbo, Daniele Giunta, Eloisa Gobbo, Massimo Gurnari, Fulvia Mendini, Michela Muserra, Cristina Pancini, Mirka Pretelli, Elena Rapa, Michael Rotondi, Giuliano Sale, Tiziano Soro, Giuseppe Veneziano.
Newbrow: nome bizzarro, a prima vista. Ma con una storia.
Il termine “Newbrow” riprende la “Lowbrow Art”, nome che venne usato per definire il movimento americano degli anni ’70 del Surrealismo Pop. Questo nome si contrapponeva provocatoriamente al termine “highbrow” (ciglio alzato), che in inglese colloquiale sta per “intellettuale”. Gli artisti della Lowbrow si ispiravano alla cultura pop, quella dei fumetti, del graphic design, degli immaginari popolari creati dal cinema di consumo, dalla pubblicità, dalla televisione e tutto ciò che ha caratterizzato la cultura di massa degli ultimi 60 anni circa: un mondo figurativo che ha dovuto fare un po’ di fatica per essere ammesso nell’Olimpo dell’arte contemporanea.
Oggi, a distanza di 30 anni, non si può dire che la situazione sia la stessa di allora. L’Italian Newbrow esprime un rinnovato interesse per la traduzione artistica del nostro quotidiano: oggi che gli ingredienti della cultura pop sono stati rimasticati e digeriti, che sono entrati nel nostro Dna, questi artisti li utilizzano con naturalezza, come un secondo alfabeto, nel quale noi tutti siamo cresciuti. E li mescolano con suggestioni secolari, come quelle dell’arte barocca, con immagini fiabesche radicate nel nostro subconscio, con richiami all’arte moderna e molto altro.
Ognuno esprime in maniera personalissima e originale le inquietudini e le pulsioni che appartengono alla propria esperienza, ma anche al vissuto comune: un certo sentore di apocalisse, di spaesamento, di desolazione. Sentimento tipico dei nostri tempi, del resto. Una sensualità esasperata che forse cerca di recuperare un residuo di purezza dal massacro mediatico. Un fondo di innocenza e una vitalità inarrestabile, in fondo ancora intatti. Per chi vuole conoscere più da vicino l’Italian Newbrow, sul sito NewArtCompany è possibile trovare le opere di buona parte di questi artisti: Silvia Argiolas, Alice Colombo, Vanni Cuoghi , Eloisa Gobbo, Fulvia Mendini, Elena Rapa, Giuseppe Veneziano.
Tecniche di stampa fine art
Nella stampa delle opere d’arte si utilizza il meglio delle tecnologie e dei materiali, per assicurare la prevedibilità dei risultati e la durata nel tempo senza alterazioni qualitative.
Per il bianco e nero si usa il carbon inkjet: un getto d’inchiostro ai pigmenti di carbone in varie gradazioni di grigio. Una speciale tecnica è poi la stampa al platino-palladio, che permette di ottenere effetti delicatissimi ed una durata estremamente prolungata, a volte addirittura superiore al supporto cartaceo. Per le stampe a colori, una delle tecniche più avanzate è la stampa giclée: si tratta di un getto d’inchiostro colorato a pigmenti. Il risultato è ottimale per quanto riguarda la lucentezza, la tenuta dei colori e l’altissima risoluzione (fino a 1440 dpi).
Molto importante è poi la carta, per cui esiste una vasta gamma di possibilità: carte opache, lucide o semilucide. Le carte opache presentano bassa saturazione dei colori e basso contrasto. In compenso, con queste carte i colori sono meno soggetti alla degradazione. Con le carte lucide si può ottenere un’alta saturazione e ottimi contrasti, ma hanno l’effetto indesiderato di riflettere la luce: dunque il loro impiego va valutato in base al luogo dove l’opera sarà esposta. Le carte semilucide invece minimizzano questi effetti e danno una buona resa dei colori. Tra le case produttrici di carta per stampa fine art più accreditate troviamo la Hahnemühle, la Canson, la Epson, la HP.
In particolare, per le stampe in edizione limitata che si possono trovare sul sito NewArtCompany, si utilizza principalmente la carta Hahnemühle, di qualità museale: un esempio è la stampa “The time machine” dell’artista Matt Walford, su carta Hahnemühle Baryta fb 350 gr.
Certificazione delle opere d’arte contemporanea
Chi ama e colleziona l’arte contemporanea sa quanto sia facile, in alcuni casi, imbattersi in opere di dubbia autenticità. All’atto di acquistare un’opera è perciò importante verificare che questa sia accompagnata da un certificato di autenticità, per l’appunto.
Se l’artista è in vita, il certificato consiste in una dichiarazione di autenticità rilasciata dall’artista stesso e accompagnata dalla sua firma, magari insieme a timbri o sigilli. Vi sono poi certificazioni digitali, come file dotati di marca temporale contenenti una descrizione dell’opera, un’icona della stessa e i dati essenziali. Una modalità innovativa è quella della certificazione mediante un doppio ologramma, incancellabile e immodificabile: il primo viene apposto sull’opera, e il secondo sul certificato di autenticità.
Se l’artista non è vivente, la dichiarazione può essere fatta dai suoi eredi oppure da una Fondazione o un archivio incaricati dagli eredi stessi. Nel caso in cui l’attribuzione sia incerta, è opportuno rivolgersi a degli esperti in grado di compiere un’analisi comparativa con altre opere dello stesso autore.
Sul sito NewArtCompany.com, tutte le stampe in edizione limitata sono accompagnate da un certificato di utenticità, come ad esempio la stampa di Simone Romeo “Daiana“.
What is a limited edition print?
A Limited Edition Print is derived from an image produced from a block, a plate, a stone, on zinc, copper or some similar surface on which the artist has worked closely with a print maker or master printer. Unlike paintings or drawings, prints exist in multiples. The total number of impressions an artist decides to make for any one image is called an edition.
Each impression in an edition is numbered and personally signed by the artist.
An image may be based on an original painting, ‘after an oil’, or the artist (as in the case of Arthur Boyd) may paint “maquettes” specifically for prints. The artist may also create an image directly onto the plates, depending upon the chosen medium.
Each of the various methods of printmaking yields a distinct appearance. Artists choose a specific technique in order to achieve a desired result. The choice made by the artist to produce an image “in print” is the same as choosing to work in oil or any other medium. The only difference in print lies in the possibility of producing a number of near identical images.





