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“Psyche” di Carsten Witte
La donna-farfalla è una creatura tipica dell’immaginario estetico ed anche erotico di tutti i tempi.
La raccolta “Psyche” del fotografo tedesco Carsten Witte rende questo sogno visibile e tangibile. Si tratta di una serie di scatti che ritraggono bellezze femminili nude con sgargianti ali di farfalla dietro le spalle. Attualmente la collezione comprende oltre 90 fotografie disponibili in vari formati a partire da 30×30 cm.
La prima impressione che si riceve da questi scatti è di contemplare un essere che non esiste in natura, ma che potrebbe esistere. Il corpo della donna si sostituisce a quello della farfalla con splendida naturalezza, e questo perché entrambi gli elementi esprimono una bellezza e una sensualità prorompenti.
L’accostamento della bellezza naturale con quella femminile è un motivo cardine del lavoro di Witte. Per sua stessa affermazione, la ricerca della bellezza è il centro di tutta la sua attività, e i suoi scatti sembrano sempre riuscire a coglierla e fissarla nel suo culmine, un attimo prima che svanisca.
La farfalla è un soggetto molto apprezzato dall’arte contemporanea. Sono molto note le installazioni dell’artista britannico Damien Hirst che utilizzano farfalle vere, morte oppure vive (e morte proprio nell’installazione). Ricordiamo soltanto alcuni titoli: “In and Out of Love”, “Papilio Palinurus”, Confession”.
In questo caso i colori delle ali delle farfalle creano degli splendidi caleidoscopi dalla policromia esplosiva, mentre le farfalle di Witte esprimono una sensualità silenziosa, ma altrettanto dirompente: sono le due facce della bellezza, fatta di luce e ombra, fuoco e mistero.
Simone Romeo I master of photography
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. Px3 I Prix de la Photographie Paris
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Invest in his art: Delicious Pin Up Limited Edition
Tecniche di stampa fine art
Nella stampa delle opere d’arte si utilizza il meglio delle tecnologie e dei materiali, per assicurare la prevedibilità dei risultati e la durata nel tempo senza alterazioni qualitative.
Per il bianco e nero si usa il carbon inkjet: un getto d’inchiostro ai pigmenti di carbone in varie gradazioni di grigio. Una speciale tecnica è poi la stampa al platino-palladio, che permette di ottenere effetti delicatissimi ed una durata estremamente prolungata, a volte addirittura superiore al supporto cartaceo. Per le stampe a colori, una delle tecniche più avanzate è la stampa giclée: si tratta di un getto d’inchiostro colorato a pigmenti. Il risultato è ottimale per quanto riguarda la lucentezza, la tenuta dei colori e l’altissima risoluzione (fino a 1440 dpi).
Molto importante è poi la carta, per cui esiste una vasta gamma di possibilità: carte opache, lucide o semilucide. Le carte opache presentano bassa saturazione dei colori e basso contrasto. In compenso, con queste carte i colori sono meno soggetti alla degradazione. Con le carte lucide si può ottenere un’alta saturazione e ottimi contrasti, ma hanno l’effetto indesiderato di riflettere la luce: dunque il loro impiego va valutato in base al luogo dove l’opera sarà esposta. Le carte semilucide invece minimizzano questi effetti e danno una buona resa dei colori. Tra le case produttrici di carta per stampa fine art più accreditate troviamo la Hahnemühle, la Canson, la Epson, la HP.
In particolare, per le stampe in edizione limitata che si possono trovare sul sito NewArtCompany, si utilizza principalmente la carta Hahnemühle, di qualità museale: un esempio è la stampa “The time machine” dell’artista Matt Walford, su carta Hahnemühle Baryta fb 350 gr.
Kustom Culture e le immagini di Simone Romeo.
La Cultura Custom si basa sulle modifiche effettuate individualmente alla propria moto: è nata quando un ragazzone americano ha pensato di rendere la sua “amata” più leggera e di renderla ancora più maestosa creando dei disegni aerografati sulla carrozzeria. E’ nato così il fenomeno del “pinstriping”. Da lì tutto ebbe inizio e nulla voleva più fermarsi: la creazione della magica Route 66 per viaggiare dalla West Coast alla East Coast, chiaramente in sella alla propria moto, American Graffiti e le opere d’arte e di rivendicazione sui muri e la vita On the road.
Questo è lo spirito che contraddistingue quell’epoca, ma che cosa ha in comune questo fenomeno con le pin-up? Chiaramente queste ragazze stupende, formose e sorridenti abbellivano i calendari delle officine di aerografie, i negozi di ricambi per gli appassionati, partecipavano ai raduni cavalcando maestosamente questi bolidi e soprattutto, da non dimenticare, viaggiavano con i centauri in queste lunghe avventure. Una vita tra motel, bevute con gli amici, visite alle città e rock and roll. I ragazzi americani trasformarono le auto, elaborandole e rendendole quasi psichedeliche nei colori e nei ricambi che sfoggiavano per le strade delle città. Ottenevano così migliori prestazioni e mostravano agli altri ciò che erano dentro, a costo di essere additati come arroganti o troppo esibizionisti.
Nasce proprio da qui il termine “Kustom”, vale a dire il fai-da-te americano e il fare le cose a proprio modo, a propria misura. I principali disegni utilizzati erano le fiamme (tecnica del flaming), il pinstriping (righe molto sottili e ravvicinate), velieri e imbarcazioni della marina, dadi, palle numero 8 da biliardo, cuori, pugnali e chiaramente le nostre pin-up. Maestri come Von Dutch, Ed Roth e Karl Smith hanno dato inizio a quest’epoca donando per sempre un’impronta indelebile a questo fenomeno e facendolo diventare un’istituzione a livello mondiale. Un bel portfolio che rappresenta qusto fenomeno in Italia? “Kustom People” di Simone Romeo, ricco dei personaggi che vivono fedeli a questo stile di vita.
Clicca ed entra tu stesso nel mondo di Kustom Peolple e Delicious Pin Up !
Simone Romeo & His Delicious Pin Up!
Images have a really strong impact on us, especially those coming from fashion or advertising; images have the same formal worthiness and the same substance of illustrations. Colors are sharp and bright – black, red, white or the smooth color of the skin –, light has the typical brightness of the most classical professional pictures.
Poses are highly controlled, expressions are studied; dresses, hairstyles and objects exactly repeat that 40’s and 50’s the golden age of pin-ups, the girls that have to be pinned up.
Here there are the girls, they look at us in frame and they offer themselves to our eyes as if they were images, not people. Simone Romeo works on popular taste, on the excess of mass society. He re-presents and re-launches past figures towards the state of being contemporary in an ironic and amused way. What he realizes is a revival coming from a post-modern nature, a thought dedicated to a mass imaginative world that has turns women into dolls; a visual play among theater, cinema, cabaret, popular invention, television and comics. This means to highlight how digital presence could be skilful and powerful to the millimeter; this digital power makes real those figures that don’t exist in today reality, thanks to colors perfection, to the mellow absoluteness of cloned skin, to those sparkling shapes that are completely defined and controlled. This operation gives life to what is virtual in our reality. This is a dream that becomes concrete by using real live figures that are made as perfect as absurdly abstract from technology.
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